Venaria Reale_ Orto buono e utile                                              INDIETRO

La scelta di realizzare orti e frutteti decorativi fonda le sue basi nella cultura dei signori medioevali, che affiancavano ai giardini luoghi in cui coltivare ortaggi, fiori e alberi da frutto. 

Lesempio più famoso è il Potager du Roi”  un giardino storico richiesto da Luigi XIV e realizzato da La Quintinie nel 1678  a Versailles .

Qui  le piante e gli ortaggi erano disposti secondo un disegno apprezzabile e così disponibili per la tavola del re. 

Altri esempi sono stati presi a riferimento per di orti e i frutteti di Venaria Reale, che vogliono però dettare una discontinuità ricercando fini estetici, con rispetto per la tradizione agronomica del luogo e le tematiche ambientali. 

Al lavoro di preparazione del disegno di aiuole e di camminamenti si  è affiancata la ricerca storica delle piante già coltivate e la ricerca scientifica volta a promuovere le consociazioni, le varietà locali, le rotazioni appropriate e quindi la gestione delle colture secondo criteri dellagricoltura ecologica. 

Il lavoro interdisciplinare ha coinvolto esperti che hanno trovato soluzioni comuni. 

Lo sforzo intellettuale, apprezzabile nella complessità del risultato e nella cura di tutti i dettagli, si è rivolto alle piante orticole e frutticole, spesso a torto considerate comuni e banali, e invece degne di ricevere queste attenzioni, in un luogo che  fa della storia e dellarchitettura la sua principale fonte di richiamo. 

Una sintesi tra buono, bello e utile.

 

E questo che si legge allinterno dei giardini di Venaria Reale.


La passione per larchitettura del verde mi porta ad assaporare ogni scorcio di questo meraviglioso giardino.

Un complesso progetto di restauro ha permesso la ricostruzione del paesaggio con i suoi segni storici ma anche ponendo attenzione allestetica e ad una moderna fruizione del luogo.

Uno stretto connubio tra antico e moderno, un dialogo tra insegnamenti del passato ed opere contemporanee.

Un esempio è il Parco Basso, distrutto allinizio del Settecento, con lattuale Giardino delle Sculture fluide di Giuseppe Pennone.

Marmo, bronzo, pietra utilizzati a completamento del paesaggio.

Da lontano un grande albero cavo mi inganna: la sua corteccia ospita un albero esile e slanciatosolo avvicinandomi comprendo che è in bronzo ed è una scultura.

Davanti a me si apre un giardino moderno il cui progetto completa alla perfezione questo luogo antico, in un gioco di rimandi.


Un progetto sorprendente che ben rappresenta la filosofia del restauro di Venaria Reale: moderno e calato nel suo contesto, rispettoso della storia e contemporaneo nella sua fruizione.